Archivio Autore: Rosanna Turcinovich

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Lauree in casa de fiumani

sabato 28 Novembre 2020 19:15:03

In attesa di pubblicare la notizia sulla Voce di Fiume numero 1 del 2021, facciamo gli auguri per questo tramite alla neolaureata Silvia Chioggia e alla sua famiglia.

http://www.lavocedifiume.com/lauree-che-ci-onorano/

Tutela per noi Italiani Esuli e rimasti

domenica 02 Agosto 2020 10:54:24

L’intervento del Presidente dell’AFIM, Franco Papetti, a Palazzo Madama, sala Nassirya

Si è svolta, martedì 28 luglio 2020, alle ore 11 presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, una conferenza stampa promossa dalla Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, a seguito della visita del Presidente Sergio Mattarella e del Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor alla Foiba di Basovizza il 13 luglio 2020.
Importante l’appello di Maurizio Gasparri il quale chiede che dopo la visita di Pahor “Conte riceva queste organizzazioni (Esuli) che rappresentano un pezzo di storia d’Italia troppo spesso dimenticata”. Presenti al Senato il Presidente della FederEsuli Antonio Ballarin, il Presidente dell’Associazione Fiumani Italiani nel mondo Franco Papetti, il Presidente dell’Associazione Italiani di Pola Tito Sidari e il Presidente di Coordinamento Adriatico Giuseppe de Vergottini. Tutti hanno riconosciuto il carattere storico, molto positivo, del 13 luglio. Tuttavia, sono convinti che quella stretta di mano, che ha aperto tutti i giornali italiani, sia un punto di partenza, e non di arrivo, per rilanciare la verità storica e il riconoscimento dei diritti di chi soffrì quelle enormi tragedie.

“Mi chiamo Franco Papetti -ha esordito il Presidente dell’AFIM - e rappresento l’associazione dei Fiumani Italiani nel Mondo. Fiume come voi sapete è stata la città che negli anni ’40 del Novecento, aveva 54.000 abitanti: se ne sono andati più del 90 per cento dei cittadini per le decisioni del dopoguerra. Gli esuli sono stati dai 38 ai 40.000, un’intera città che si è spostata. A Fiume però esiste una minoranza di italiani. I Fiumani hanno visto con particolare interesse ciò che è successo a Trieste, lo possiamo considerare un fatto storico, oltre l’aspetto empatico dell’evento, c’è anche l’aspetto politico, finalmente un presidente della Slovenia, una delle ex nazioni jugoslave, era presente alla Foiba di Basovizza. Per noi un evento oltremodo importante vedere i due presidenti mano nella mano che si inchinavano di fronte alla Foiba di Basovizza che ci ha permesso anche di superare certi aspetti che potevano essere anche non di secondaria importanza, tipo: il Narodni Dom è stato regalato o è stato restituito? Oppure i tre sloveni più un croato del Tigr ai quali è stato reso omaggio erano degli attentatori all’unità nazionale italiana o erano degli antifascisti. Ecco, queste considerazioni, secondo me, sono state superare dall’evento storico paragonabile a quello di Verdun quando a prendersi per mano furono Kohl e Mitterand per superare cento anni di scontri tra Germani e Francia.
Ora anche noi con la Slovenia abbiamo raggiunto un’intesa, un riconoscimento reciproco dei torti nostri e loro nel periodo della guerra con l’occupazione di Lubiana e nei quaranta giorni di Trieste di cui è esempio tragico la Foiba di Basovizza. A questo punto ci aspettiamo che ci sia un passo successivo, in questo caso con la Croazia per arrivare ad una riconciliazione in questo senso.
Dobbiamo dire che noi come Fiumani già siamo andati avanti: da oltre vent’anni abbiamo dei rapporti consolidati, sia con l’amministrazione del Comune di Fiume sia con la locale minoranza italiana con la quale lavoriamo assieme, con la quale cerchiamo di proteggere quella che è stata la nostra storia e devo dire che qualche risultato l’abbiamo ottenuto.
A Fiume è stato reinstallato sulla Torre civica il simbolo della Fiume storica, l’aquila bicipite; è stata reintrodotta la bandiera storica fiumana che ha rappresentato nei secoli l’autonomia fiumana; è stata dedicata a Riccardo Zanella una piazza a colui che fu il leader del movimento autonomo di Fiume, proprio davanti al Palazzo del Governo. Noi stiamo andando avanti, stiamo costruendo insieme un futuro perché vogliamo che la minoranza italiana di Fiume, composta da quattromila italiani di cittadinanza croata, riescano a resistere all’assimilazione. Questo nostro lavoro sta avendo dei grandi successi.
Ora veniamo a noi: credo sia il momento, vista anche l’importanza di questo incontro tra il Presidente Mattarella e il Presidente Pahor, che l’Italia chiuda le pendenze nei nostri confronti. Credo sia inaccettabile il fatto che noi ancora si discuta di rimborsi dei progetti del 2014, sono passati sei anni. E’ inaccettabile che non sia ancora chiuso il problema beni abbandonati. Ci si aspetta dallo Stato italiano una equa e definitiva conclusione della vicenda. Voglio ricordare che con i nostri beni sono stati pagati i danni di guerra di tutti gli italiani…e poi qualcuno mi dovrà spiegare perché i nostri beni sono stati valutati un decimo rispetta a quelli dei profughi libici. E’ doveroso venga portato a termine l’accordo Dini-Granic del 1996, per la protezione delle nostre minoranze, che prevedeva, tra l’altro, il diritto al bilinguismo anche in quelle zone, come Fiume, dove vive una minoranza italiana consistente. Non è accettabile che non sia stata consegnata la medaglia d’oro alla città di Zara che fu concessa dal Presidente Ciampi (e di cui ha parlato il prof. de Vergottini). Si tratta di un altro episodio da chiudere definitivamente.
Un’altra cosa che ci è dovuta, da parte della politica italiana, sono delle scuse ufficiali per come siamo stati trattati, buttati nei campi profughi al limite dell’umano, pensate già ancora nei primi anni Sessanta c’erano oltre seimila profughi in queste condizioni, in questi luoghi di prigionia e nessuno mai ci ha chiesto scusa né ci è stato spiegato perché siamo stati trattati in questo modo. Pensate addirittura che nel 1948 era stato chiesto ad ognuno di noi di depositare le impronte digitali perché eravamo sospettati di non so quali delitti.
Qualcosa è stato fatto effettivamente, col Giorno del Ricordo, ci è stata data la possibilità di farci conoscere. Anche se ciò che ci fa male è che gli italiani, avendo perso in sessant’anni questa conoscenza storica, chiamano Fiume col nome croato di Rijeka. Vado spesso nelle scuole a fare delle conferenze e mi accorgo dell’ignoranza che c’è sulla nostra storia, sento dire che noi abbiamo invaso l’Istria nel 1941 e cose del genere. Quindi, e mi avvio alla chiusura, noi vogliamo che lo stato italiano ci aiuti a far conoscere meglio e di più la nostra storia di bimillenaria presenza nelle terre adriatiche nord orientali. Come punto di partenza per far diventare la nostra storia, storia nazionale. Ed inoltre che il discorso del ritorno culturale che stiamo affrontando con la nostra minoranza ci dia la possibilità di ricostituire e ricompattare la comunità giuliano-dalmata. Il tutto attraverso una maggiore protezione degli italiani oggi cittadini sloveni e croati che manterranno anche nel futuro questa nostra dimensione fatta di tradizioni, lingua, cultura e tutto ciò che noi purtroppo abbiamo dovuto lasciare”.

AFIM: riflessioni su Basovizza

lunedì 13 Luglio 2020 18:33:50

Ho seguito con interesse le cerimonie sul Carso che a Trieste hanno preceduto l’incontro in Prefettura e al Narodni Dom restituito alla Comunità slovena nel nome di una pacificazione che procede per gesti simbolici, condivisione, sostegno. In quanto Fiumani comprendiamo perfettamente la necessità di sciogliere i nodi della storia e costruire nuove opportunità. Mentre scorrevano le immagini dei due presidenti, d’Italia Sergio Mattarella e di Slovenia Borut Pahor, che alla Foiba di Basovizza si tenevano mano nella mano e poi davanti al cippo dei fucilati, sono tanti i pensieri che avrei voluto esprimere in una ipotetica assemblea di noi tutti esuli e italiani rimasti: partendo dal desiderio di una ricomposizione che non sia solo formale, che non si fermi alle enunciazioni, che non scivoli via dopo l’emozione dei primi incontri.

L’odio – come abbiamo sentito specificare – è un sentimento facile e comodo, basta lasciare fluire rabbie e rancori senza alcun freno, l’amicizia invece ha bisogno di impegno, di lavoro, di nuovi apporti, di essere nutrita ed implementata, costa fatica pur essendo un piacere, coinvolge la testa e la pancia, va continuamente ricondotta nei giusti ranghi.

Guardando le immagini delle cerimonie ho pensato a quanto significativo sia questo momento dal quale giunge un segnale immenso: ora è possibile che un presidente si inchini davanti ad un monumento che ricorda foibe ed esodo, ora è possibile che si possa ragionare delle grandi tragedie del Novecento da una diversa prospettiva, ognuno fedele alla propria storia ma rispettoso di quella degli altri. Dobbiamo imparare a darci la mano. Non è facile ma è possibile.

Quando abbiamo deciso di aprire l’Ufficio di Presidenza dell’AFIM ai nostri concittadini fiumani, in particolare alla Comunità degli Italiani che ha sede a Palazzo Modello, non è stato solo un atto formale, alle nostre riunioni si parla dei nostri e dei loro problemi, senza ingerenza alcuna si procede a risolvere le questioni che ci assillano, si tracciano nuove vie di collaborazione.

Ecco perché oggi, di fronte a quelle immagini ed a quelle dichiarazioni, ho sentito riconfermate le nostre posizioni di una trasversalità immediata e sincera.

Ho apprezzato la citazione da Antigone: “sono nata non per odiare, ma per amare” che ben delinea la nostra scelta che oggi più che mai diventa impegno per il futuro, lontano dal do ut des dalla politica ma convinti a costruire traendo forza dal nostro entusiasmo per le comuni mete da raggiungere.

Allo Stato chiederemo con forza una legge che ci tuteli e che ci permetta di disegnare nuovi percorsi, perché la convinzione sulle mete da raggiungere sarà la forza in grado di guidarci. 

Franco Papetti

Presidente Associazione Fiumani Italiani nel Mondo

Gite CAI da fine agosto

mercoledì 17 Giugno 2020 15:52:50

Riprende la sua attività la Sezione di Fiume del CAI con una nuova proposta d'incontro. A fine agosto e primi giorni di settembre è in programma un'escursione interessante. Per chi volesse partecipare trova nel documento allegato tutto il programma e le note per l'adesione. La tradizione alpinistica a Fiume vanta una lunga tradizione che ha il Monte Maggiore (nella foto) come riferimento storico-naturalistico.

Carteggio tra Obersnel e Papetti per San Vito

martedì 16 Giugno 2020 23:33:06

Una decina di giorni fa, Franco Papetti, presidente AFIM, ha inviato un altera al Sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, rammaricandosi che il tradizionale incontro in Municipio quest'anno non si sarebbe svolto visto che tutte le cerimonie in onore del santo patrono quest'anno sono state sospese. Il Sindaco ha risposto rattristato a sua volta per tutto ciò che quest'anno ha significato per Fiume, sia per quanto concerne le grandi aspettative di Fiume Capitale europea della Cultura, sia per i festeggiamenti per San Vito con la regata, la processioni, gli incontri tra cui anche quello con le associazioni degli Esuli. Spera in cuor suo che ci si possa vedere a breve, confidando che la pandemia ci permetta di tornare a quella importante normalità che permette di programmare e realizzare iniziative e progetti.

Ecco la lettera che il nostro presidente aveva scritto a Obersnel il 4 giugno 2020:

Gentilissimo Sig. Sindaco di Fiume/Rijeka Vojko Obersnel,

sono Franco Papetti il Presidente dell’Associazione fiumani italiani nel mondo; la prego di scusarmi se scrivo in italiano ma il mio croato è basico e non sufficiente per poter esprimere al meglio il mio pensiero.Sono profondamente legato alla città della quale Lei è Sindaco nella quale sono nato e continuo ad avere molti legami famigliari e che frequento con una certa assiduità.
Tra pochi giorni, il 15 giugno, sarà la ricorrenza di San Vito un appuntamento tradizionale e l’Associazione della quale sono Presidente aveva programmato a Fiume/Rijeka un grande raduno che avrebbe dato la possibilità di un ritorno alle proprie radici dei fiumani italiani sparsi in ogni parte del mondo; a ciò si aggiunge il fatto che quest’anno la città di Fiume/Rijeka è capitale europea della cultura e ci avrebbe dato anche la possibilità di collegarci e di supportare questo grande ed importantissimo evento.
I programmi che avevamo fatto con la Comunità italiana di Fiume/Rijeka e anche con la Società degli studi fiumani sono stati purtroppo completamente travolti dai problemi che il coronavirus ha scatenato in tutto il mondo ed in Italia in modo particolare. Con sommo rammarico debbo comunicarLe che non saremo presenti per San Vito e quindi non avremo la possibilità di incontrarci e salutarci come facciamo tradizionalmente.
Ancora non sappiamo quando potremmo fare il raduno ma pensiamo, se la situazione coronavirus sarà superata, di farlo nel prossimo autunno.
Colgo l’occasione per complimentarmi con il suo Consiglio Comunale che ha ripristino la bandiera storica di Fiume/Rijeka come bandiera cerimoniale, che è anche la bandiera della nostra Associazione. A questo si aggiungono le altre importanti iniziative intraprese dalla sua amministrazione come la reinstallazione dell’aquila bicipite sulla torre civica, le targhe con la storia dei nomi delle vie nella parte più antica della città, l’intitolazione a Riccardo Zanella di una piazza cittadina.
Non posso che esserLe grato di tutte queste iniziative che rivalutano la nostra storia e partecipazione alla vita di questa città della quale ci sentiamo orgogliosamente facenti parte uniti nei comuni ideali europei.
RingraziandoLa della cortese attenzione mi pregio porgerLe i miei più cordiali saluti.

Dr. Franco Papetti

Presidente Associazione fiumani italiani nel mondo

Nella foto: San Vito nella foto scattata da Augusto Rippa Marincovich

AFIM: ci ritroviamo on line

venerdì 15 Maggio 2020 22:11:48

In epoca di Pandemia, la nostra associazione continua ad operare dalla sua sede di Padova ma anche dalle città in cui risiedono i componenti dell'Ufficio di Presidenza, con continui contatti sul web. Domani, sabato 16 maggio si svolgerà la seconda riunione via internet. Il 18 aprile al primo incontro telematico, era presente l'Ufficio di Presidenza al completo che ha preso alcune importanti decisioni, tra cui l'inevitabile rinvio del nostro programmato Raduno annuale, che doveva svolgersi a Fiume. Lo faremo, appena le condizioni medico-sanitario ci permetteranno di varcare in sicurezza il confine.
Domani saremo ancora insieme per un altro incontro dedicato allo stato dell'arte: progetti Legge 72, tombe di Cosala, pubblicazioni, il nuovo sito, La Voce di Fiume, ed altro ancora. Il nostro giornale continua ad uscire, non senza problemi, stiamo cercando di sveltire le pratiche di spedizione. Ma è a colori, un gradito ritorno.

La cancellazione delle tombe di Cosala, uno dei punti all'ordine del giorno dell'odierna riunione